28 settembre/ 6 ottobre 2019

ICH BIN EIN BERLINER

FOTOGRAFIE DI ELISA SANTORO E SALVATORE UCCELLO

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Il titolo della mostra riprende la celebre affermazione di John Fitzgerald Kennedy del 26 giugno 1963 pronunciata a Berlino Ovest in solidarietà con i cittadini della capitale tedesca in occasione della costruzione del Muro da parte della Repubblica Democratica Tedesca per evitare la fuga in Occidente dei suoi cittadini in cerca di libertà dalla dittatura comunista. A 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino, Elisa Santoro e Salvatore Uccello, autori delle circa 30 immagini in esposizione, ripartono dalla nota frase del Presidente americano -espressione/manifesto di libertà, speranza ed empatia- per raccontare l’evoluzione di alcuni dei Paesi europei oltre la ex “cortina di ferro” dopo il crollo dell’Unione Sovietica, evento che ha rivoluzionato non solo il Vecchio Continente ma gli equilibri geopolitici dell’intero mondo.

Il viaggio parte da Berlino per una duplice ragione: cronologica e simbolica. Berlino più di ogni altro posto è stata sottoposta ad uno smembramento e a un tentativo di annientamento. Il fatto che oggi sia una delle città più pulsanti, vivaci e moderne d’Europa è assolutamente incredibile e al tempo stesso ammirevole. Tuttora sono presenti ben in vista le cicatrici dell’occupazione e della divisione, probabilmente una delle ragioni che hanno contribuito a trasformarla nell’attuale metropoli caleidoscopica che conosciamo. La mostra ci conduce poi in alcune delle ex-Repubbliche Socialiste Sovietiche come Lituania, Estonia e Lettonia. Tre Stati apparentemente molto simili tra loro ma con delle differenze sostanziali nel modo in cui hanno riacquistato la loro indipendenza e in cui hanno saputo rideterminare il loro rapporto con la Russia.

Sempre nell’ambito dell’ex-URSS, i due fotografi ci fanno conoscere l’Ucraina, forse lo Stato che ha pagato il prezzo più alto per la sua libertà. Dilaniata da anni di guerra civile tra coloro che, sentendosi russi, vogliono rimanere all’interno dei confini di Mosca anche attraverso lo smembramento del paese e l’annessione delle regioni orientali da parte della Russia e coloro che invece non si sentono per nulla russi e vogliono che permangano i confini proclamati in occasione della dichiarazione di indipendenza dall’URSS.

Il viaggio prosegue poi in alcuni Stati Satellite come Polonia e Romania. Nel primo un ruolo chiave è stato giocato da Solidarność, che ha trasformato delle, all’apparenza, semplici rimostranze sindacali ed operaie in un movimento capace di far cadere il regime dittatoriale comunista scrivendo un nuovo capitolo della storia del paese, finalmente libero da domini o influenze straniere (in particolare russe e tedesche). Nel secondo la società civile, stritolata tra l’ombra imponente di Mosca e la violenza di un dittatore dispotico come Nicolae Ceauşescu, è riuscita a trovare la forza di fare la rivoluzione sconfiggendo l’uomo che dal 1965 al 1989 ha ridotto la Romania in una prigione a cielo aperto, rendendo i decenni di suo dominio uno dei periodi più bui del Paese.

Infine il viaggio si conclude a Mosca, altezzosa e sprezzante, capitale dell’ex Impero Sovietico e oggi capitale della nuova Russia capitalista risorta dalle ceneri del Socialismo di Lenin, Trotsky e Stalin. Una città imperiale che sembra portare con orgoglio i simboli del Comunismo e della magnificenza che volevano trasmettere alla popolazione e al mondo attraverso le grandiose opere pubbliche (per esempio la celeberrima ed incantevole metropolitana, una delle più belle al mondo), gli imponenti palazzi dell’era staliniana e le enormi sculture in onore della rivoluzione comunista e dei suoi eroi di Stato.

 All free men, wherever they may live, are citizens of Berlin.
And, therefore, as a free man, I take pride in the words "Ich bin ein Berliner"

 

Elisa Santoro (Milano, 1982)

Sin dalla più tenera età, ha sviluppato una spiccata curiosità e un fervido interesse per ciò che riguarda non solo la sua città ma tutto ciò che la circonda grazie anche ad un ottimo spirito di osservazione. Dote questa che ha avuto modo di coltivare ed aumentare avvicinandosi alla fotografia mediante la quale vuole mostrare agli altri la sua visione della vita, della realtà e della società. Predilige la fotografia di architettura, quella concettuale e minimalista e di concerti live. Organizza insieme a Salvatore Uccello mostre, incontri, uscite didattiche e workshop. Alcune sue opere sono state esposte a mostre ed aste di beneficenza a favore di importanti ONLUS. Ha all'attivo quatto mostre bipersonali in collaborazione con Salvatore Uccello: "HIDE MILANO 2015", "IO, 270145", "Bianco&STINTO" e "CARO ESTINTO, L'ESTETICA DEL RISPETTO" che sono state esposte in diversi spazi e gallerie milanesi quali Zoia Galleria d'Arte Contemporanea e Negozio Civico ChiAmaMilano.

Salvatore Uccello (Milano, 1974)
Da sempre affascinato dalla tecnica e dalla tecnologia, ha scoperto in seguito un metodo che unisce arte e pragmatismo, riuscendo così a comunicare emozioni e sensazioni altrimenti inespresse, avvicinandosi una quindicina di anni fa alla fotografia. Pur prediligendo la street photography, ha maturato un’importante esperienza anche in altri ambiti quali la fotografia sportiva, ritrattistica, still life e musica dal vivo nonché nella didattica mediante workshop e corsi in qualità di docente. Alcune sue opere sono state esposte a mostre di beneficenza ed altre sono state battute all'asta da Sotheby’s per importanti ONLUS. Ha all'attivo quattro mostre bipersonali in collaborazione con Elisa Santoro: "HIDE MILANO 2015", "IO, 270145", "Bianco&STINTO" e "CARO ESTINTO, L'ESTETICA DEL RISPETTO"  che sono state esposte in diversi spazi e gallerie milanesi quali Zoia Galleria d'Arte Contemporanea e Negozio Civico ChiAmaMilano.